C'è un cantuccio che ci aspetta al tepore, fra l'alfabeto muto di lampare danzanti o fra i nostri passi in fila ordinate nella neve come nel racconto di Soldati. - Quei pettegoli! Tutto quanto raccontano di noi; e lo sbandierano, spudorati, al pubblico senza una benché minima morale nel fruscio bisbigliante di quel manto. O lo cantano d'estate le pettegole cicale! - Ma il nostro Amore, ancor più sfacciato di quelle maledette malelingue si siede ogni sera strafottente; impavido, irriverente sotto la luce gialla del lampione che fa la voce grossa a quelle fate. Con tutta l'impudenza appassionata degli Amanti, dopo gli sguardi si cercano le bocche. Mentre le mani temerarie non restan nel consesso mai vuote. E anche le ombre fanno all'Amore.
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